martedì 25 agosto 2015

Vi presento...I COLORI DEL MALE di Lidia Del Gaudio

Ciao a tutti mie cari lettori,
le vacanze purtroppo sono finite ma se stavo un'altra settimana in Germania dovevo chiudermi dentro un centro per gli alcolisti anonimi...ahahah quanto è buona la RADLER (birra con il limone) ahhaha



E ora passiamo alle cose serie...Oggi vi presento una carinissima autrice emergente Lidia Del Gaudio.



LIDIA DEL GAUDIO

Ciao Lidia, perché non mi parli un po’ di te?
Ciao a tutti e grazie dell’ospitalità. Non è molto facile parlare di sé stessi, ma posso dire di essere una persona abbastanza solitaria a cui non piace stare sotto i riflettori... Immaginatemi come un topo di biblioteca con gli occhiali a fondo di bottiglia. 
Quando hai cominciato a scrivere?
Ho iniziato giovanissima, diciamo verso gli undici anni. Conservo ancora il mio primo libro, scritto con una vecchia Adler portatile e rilegato da me. Anche la copertina l’avevo disegnata io.
"I colori del male" è il tuo primo romanzo? Qual è stata l’idea che gli ha dato vita?
Se non vogliamo considerare quello da undicenne di cui dicevo prima, I colori del male non è stato il primo romanzo che ho scritto, bensì il primo che ho pubblicato. L’idea mi è nata leggendo sul web, una storia di quadri maledetti in cui erano coinvolti dei bambini. Siccome amo molto i  thriller con un tocco di horror, ecco che  è scattata subito la scintilla. E poi il personaggio di Milo (protagonista undicenne, dolce e ingenuo, forse come ero io a quella età) è venuto fuori dalla tastiera con una facilità impressionante, portandosi dietro tutto il resto. Tant'è che a volte mi capita di pensare che il vero mistero di questo libro consista nel fatto che si sia scritto quasi da solo, come avesse vita propria.  
Il mio primo vero romanzo parlava invece di amore contrastato, con un finale un po’ fantastico, una favola per adulti, insomma, che sarà pubblicato in autunno, finalmente. 


Come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiamo influenzato, in qualche modo, il tuo stile?Ti ha aiutato l’utilizzo dei social network per la promozione del tuo libro?

Il mio amore per la scrittura viene dalle letture, tante, di tutti i generi e di tanti autori diversi anche per stile. E penso che ognuno dei romanzi che ho amato mi abbia influenzato un poco. Spero per questo di aver maturato uno stile personale, o almeno spero. I social sono stati per me (che vivo isolata dal mondo) un aiuto importantissimo
Stai lavorando a qualche altro romanzo?

Sì, certo, a molte idee contemporaneamente, com'è mia abitudine, ma nei miei sogni c’è la realizzazione di un nuovo thriller che lasci i lettori senza fiato.
Se ora avessi dinanzi a te un quaderno pieno di righe vuote, cosa scriveresti?

In questo momento verrebbero fuori dei versi sulla fatica di vivere. Quando sono stanca o delusa scrivo poesie, sono la mia valvola di sfogo. L’unico modo che conosco per parlare davvero di me.
Qual è il libro che ti ha lasciato un segno?
Te ne dico due, anzi tre. L’odissea, Piccole Donne e l’Azteco.
Cosa vuol dire scrivere?
Questa è una domanda davvero difficile, ognuno nella scrittura ci mette qualcosa. Ognuno scrive per un motivo diverso. Dopo tanti ripensamenti sono arrivata alla conclusione che un scrittore professionista debba mettersi al servizio dei lettori, narrare delle storie in cui altri possano riconoscersi e che lo facciano riflettere. In questo forse consiste la differenza tra la letteratura italiana, un po’ troppo ripiegata su sé stessa (a volte anche troppo politicizzata) e la grande tradizione anglosassone che continua a farla da padrone perché ha allevato dei bravi narratori. 
Ti ringrazio per il tempo dedicato, vuoi dire qualcosa agli scrittori emergenti come te?

Vorrei dire di non cadere nella trappola dello snobismo verso gli altri esordienti e di non cedere alle lusinghe dell’editoria a pagamento, di farsi consigliare e accettare le critiche con umiltà perché solo quelle aiutano a crescere. Poi, certo, c’è sempre chi non ha nulla da imparare. :-)
Sono io che ringrazio voi tutti.


E ora passiamo al libro...


Milo è un ragazzino di undici anni che ha perso la madre da poco. Durante una vacanza in campagna scopre una cantina abbandonata pieni di oggetti antichi. Affascinato ne sottrae alcuni. Così cominciano i sogni, visioni angoscianti di quanto accaduto a Parigi nel 1873, nella lurida soffitta del pittore André Dubois, il quale, ispirato dal suo modello preferito Coquin Mechant, dipinge lo strazio di bambini mendicanti. La vicenda di questi quadri misteriosi attraverserà più di un secolo, incrociando molti eventi drammatici della nostra storia, provocando morte e disperazione. A Milo, maturato in fretta, toccherà scoprire che il male si serve delle debolezze umane per affermare il suo potere. Un racconto accattivante, ricco di colpi di scena, che si definisce attraverso le visioni, a tratti strazianti, dell’ingenuo e tormentato protagonista.
Ragazzi ho trovato questo libro semplicemente fantastico... se amate i romanzi di Zafon e i thiller\horror quanto me, non potete assolutamente perdervelo. Fin dalle prime pagine " I colori del male" risulta essere una storia che ti coinvolge e ti appassiona fino alla fine. Tanti sono i personaggi misteriosi che la scrittrice ci fa conoscere ma rimarrete sicuramente incuriositi dal giovane Coquin perchè in qualche modo vi ricorderà Dorian Gray. Ho trovo avvincente soprattutto i diversi piani narrativi...da una parte abbiamo il lato narrativo del presente raccontata da Milo il nostro protagonista di 11 anni che oltre ad aver perso la mamma recentemente soffre anche la mancanza del padre troppo distratto dal lavoro per occuparsi di lui. C'è il lato narrativo degli incubi di Milo che iniziano dopo aver preso degli oggetti appartenuti in passato ad un pittore e infine abbiamo la narrazione degli eventi passati riguardanti il pittore misterioso, André Dubois. E proprio grazie a questo intreccio tra passato e presente il libro ha un ritmo perfetto.
“Marie si era alzata, in silenzio aveva camminato fino al grande
salotto e aveva squarciato col coltello il quadro davanti al quale
aveva trovato il ragazzo. Non aveva guardato cosa raffigurasse, non
le interessava, per lei era solo la causa della smorfia crudele sul volto
del suo tesoro, un ghigno che l’aveva reso irriconoscibile, gli aveva
risucchiato il fiato e lasciato la bocca aperta in un urlo muto.
Non si era neppure accorta dei canarini che giacevano stecchiti sul
fondo della gabbia.”
Insomma non voglio scendere nei particolari perchè essendo un thriller breve ho paura di svelarvi troppi dettagli...quindi posso solo dirvi leggetevelo...è un libro che va assolutamente letto e anche il finale vi lascerà sorpresi...

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